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Gli anni ‘50: I primi passi

Anni50L’attività sportiva della stagione 1946/47 fu condizionata da difficoltà economiche ed organizzative. Il 23 novembre 1946 la sezione pallacanestro della Unione Sportiva Orvietana venne ammessa alla FIP per disputare i campionati federali.

“La presenza delle accademiste ad Orvieto ed il gruppo delle abili cestiste del G.S. Libertas del 1946, sono segnali evidenti delle buone potenzialità della pallacanestro femminile orvietana...” (CONTICELLI M., Catalogo: “50 anni della pallacanestro orvietana” - Ed. Marsili, Orvieto - giugno 1997).

Un gruppo di ragazze, accompagnate da Renato Gribaudo (allenatore) e Valeriano Venturi (arbitro/accompagnatore), effettuarono, agli inizi degli anni ’50, un primo tentativo di creazione di una squadra femminile. Il primo incontro di cui si ebbe notizia fu del 31 marzo 1946. La squadra nacque per merito di un gruppo di giovani atlete orvietane, sotto il nome di G. S. Libertas e giocò la sua prima partita nella “palestra” scoperta delle Scuole Elementari.
Gli appassionati di "palla al cesto" dovettero attendere ben nove anni prima di veder gare ufficiali. Infatti nell’anno 1955, la prima squadra femminile del dopoguerra partecipò al campionato di Propaganda ed iniziò così la bella avventura delle cestiste orvietane verso la formidabile avanzata alla serie A, del 1993.

Gli anni '60

Anni60Intorno alla metà degli anni ’60, ad opera di alcuni appassionati e tecnici, venne creata ed organizzata una nuova associazione per ridare slancio al settore femminile non tenuto in debita considerazione dalla dirigenza dell’Unione Sportiva Orvietana. La denominazione presa dalla società fu quella di Basket Club Orvieto.

Un primo gruppo di giocatrici parteciparono intorno al 1965 ai primi campionati giovanili, ottenendo lusinghieri successi.
Nell’anno 1966/67 venne istituito in Orvieto, a cura della FIP, un centro giovanile di addestramento che si prefisse lo scopo di avviare alla pallacanestro i giovani che avessero avuto l’idoneità fisica e le attitudini necessarie.

Il basket, da qualche anno, aveva subìto una certa pausa nella nostra città. Il centro pertanto voleva alimentare nei giovanissimi questo sport.

Gli anni '70

Anni70Il settore femminile, dopo essere confluito -come sopra accennato- nella Associazione Sportiva “Basket Club Orvieto”, nel novembre del 1971 divenne “Sporting Club Orvieto” del Presidente Costantino Bonifazi, guidata dai tecnici Renato Gribaudo e Giocondo Carusi, e che tanto fece parlare bene di sé nei primi anni ‘70.
Proprio le ragazze dello Sporting Club Orvieto dominarono la scena orvietana e si fecero apprezzare nel panorama regionale sino alla stagione sportiva 1975/76 quando, una storica quanto infelice fusione, provocò la fuoriuscita della sezione pallacanestro dall’USO e la creazione dell’A.S. Orvieto Basket, tutt’ora presente.
L’unione tra USO e Sporting, sebbene ispirata da buoni propositi, non provocò quei vantaggi che da ogni angolo della città si andava sostenendo, ma suscitò un grave ed inaspettato disagio nel basket orvietano, da indurre molti tesserati ad interrompere il proprio impegno e lo stesso movimento femminile a rallentare sensibilmente la propria attività.
Purtroppo evidenti difficoltà organizzative e finanziarie, come pure un atteggiamento di superficiale approccio al basket “rosa”, nella metà degli anni ’80 determinarono in alcuni dirigenti dell’ormai disciolto Sporting Club Orvieto l’urgente necessità di creare un nuovo gruppo sportivo.

Gli anni '80: La Rinascita

Anni80Furono gli anni in cui nacque il Basket Club Porano del Presidente Forbicioni, con l’impronta del Prof. Gribaudo, l’impulso del Prof. Eugenio Fumi (main sponsor) prima e della Termica Orvietana di Elio Primi poi.
Gli intendimenti della società furono, sì, quelli di offrire un ottimo spettacolo tecnico nel disputare campionati e tornei, ma anche di cimentarsi nel voler fare bene nel campo dell’organizzazione di eventi, valorizzando le potenzialità che questo sport poteva offrire nella zona dell’orvietano.
Il programma che prese corpo nell’ambito della dirigenza della società, presente stabilmente da alcune stagioni nella divisione nazionale serie C, risultò interessante e stimolante.
Nel settembre 1988 fu presentato il primo torneo nazionale di basket femminile. La manifestazione volle ricordare la figura di uno dei più attivi dirigenti del basket orvietano, Sergio Fiorenzi, prematuramente scomparso ma vivo più che mai nel ricordo di quanti lo conobbero e ne apprezzarono le indubbie doti morali e umane.
Nel momento in cui la Signora Anna Fiorenzi, consorte dello scomparso dirigente, consegnò alla squadra vincitrice del torneo lo stupendo trofeo in argento, una sincera commozione attraversò le volte del Palazzetto dello sport di Ciconia.
Sicuramente negli occhi di molti presenti, oltre ad un velo nebbioso fatto di lacrime, scorsero immagini passate, ma non per questo meno vive, momenti che avevano visto Sergio tra i trascinatori della pallacanestro orvietana.

Gli anni '90: La Svolta

Anni90Fu l’anno del VII centenario del Duomo ad ispirare il basket femminile orvietano.
Per cinque anni Orvieto celebrò il compleanno del suo monumento più bello e più importante, quello che la rese famosa dovunque.
Grande risalto a mezzo della stampa più qualificata fu data alla “macchina del duomo” creata da Portoghesi per indicare a tutti, come moderna stella cometa, il prodigio dell’arte rappresentato proprio dalla nostra cattedrale.
Da questo nacque un programma ambizioso, sicuramente importante da offrire agli sponsor cittadini ed umbri in genere: cavalcare questo momento di proiezione di Orvieto in Italia e nel mondo con un nostro sport cittadino da portare nei cinque anni dei festeggiamenti della cattedrale al vertice dello sport nazionale e contribuendo a diffondere in Italia l’immagine dinamica e produttiva di questa nostra antica e suggestiva Umbria.
Tale programma non era basato sui consueti proclami estivi di una competitività della prima squadra, ma su un coinvolgimento di quanti volevano tentare con il basket femminile, uno sport i cui costi potevano essere ancora accessibili alla realtà orvietana, la scalata alle massime divisioni nazionali.
Per qualche anno la società orvietana, che aveva dirigenti e sede in Orvieto si chiamò Porano, centro turistico a pochi chilometri da Orvieto. Per tanti che si avvicinavano alla società era un pò stretto questo Porano, non molto conosciuto nel resto d’Italia. A dire il vero il paesino dette un certo contributo con qualche atleta che avrebbe potuto farsi strada, ma solo quello. Bisognò risolvere quindi il pataracchio di una società orvietana che era costretta, suo malgrado, a giocare fuori dai confini, seppure in ambito territoriale.
Nacque così il “Pool Orvieto” su iniziativa del Presidente Elio Forbicioni che riuscì a coinvolgere un gruppo di imprese operanti soprattutto nel comparto edile. La costituzione del Pool Orvieto e l’adesione della leadership orvietana quasi al completo, furono garanzia di un programma che dette i suoi frutti.
Questo aiuto consentì alla Società di restare al passo coi tempi e guardare con ottimismo al futuro. La sinergia degli sponsor permise di destreggiarsi al meglio in un settore sportivo sempre più orientato verso il professionismo.
Fu sicuramente questa una prima rivoluzione del basket femminile. Quello che fu certo, che si vinse sempre di più, si fecero promozioni su promozioni, si vissero momenti sportivi straordinari ed il Pool Orvieto divenne il fenomeno del mondo cestistico femminile nazionale. Si cominciò a vincere. Si cominciò a parlare di play off e di spareggi.
Una drammatica e bellissima gara due della finalissima dei play off per la serie B concluse la grande stagione 1990/1991.
Quaranta minuti dai toni agonistici e tecnici elevatissimi non furono sufficienti per decretare una squadra vincente. Occorse un tempo supplementare per portare il Palestrina in serie B.
La squadra dopo una estenuante serie di gare dei play off, approdò in serie B nel 1992.
Elio Forbicioni divenne presidente onorario per acclamazione. Lo scranno più alto della società fu di Franco Ceprini.
Il 1992 fu l’anno in cui la Società cambiò, ancora una volta, la propria denominazione sociale e ritornò a chiamarsi Basket Club Orvieto. Fu il trionfo del Presidente Ceprini e del nuovo allenatore Aldo Gierardini, con esperienza notevole in società di A1.
Dopo 4 anni trascorsi tra paradiso e inferno (nella passata stagione la società retrocesse in serie B), il basket femminile si rifarà il trucco per affrontare, più agguerrito che mai lo start dell’impegno targato 1998/99.
L’estate spinse alla riflessione, da cui scaturirono numerose novità. Le più eclatanti furono quelle relative alla nomina del nuovo presidente, nella persona del dott. Giampiero Giordano ed all’attribuzione alla società di un nome nuovo di zecca: verrà denominata “Cestistica Azzurra Orvieto”.
Di vitale importanza fu la notizia del ripescaggio in serie A2. Essere in questa competizione significava far parte di una vera e propria élite della pallacanestro italiana. L’inaspettato quanto gradito ripescaggio costrinse i vertici dirigenziali a rivedere le proprie strategie in sede di campagna acquisti.

Il nuovo secolo

Allo scoccare della fine del secondo millennio, considerato che il basket giovanile da qualche stagione sembrava avviato ad un tracollo ormai irreversibile, nonostante gli apprezzabili intendimenti alla ricerca costante e continua di rivitalizzare i vivai, la società decise di intraprendere alcune iniziative per cercare di risolvere questa profonda crisi.
In tal senso fu avviata la stesura di programmi, progetti e strategie per riuscire a promuovere e propagandare nelle scuole del territorio orvietano il gioco della pallacanestro, al fine di incrementare il settore giovanile.
Parallelamente ed in piena autonomia, nella consapevolezza che la società potesse contribuire al conseguimento di comuni obiettivi in materia di educazione sportiva e non solo, venne proposta ad alcune istituzioni presenti sul territorio dei Comuni di Bagnoregio, Lubriano, Castiglione in Teverina e Civitella d’Agliano, una collaborazione per la propaganda e lo sviluppo della pallacanestro; ed inoltre, la conoscenza sia dal punto di vista turistico che culturale, di alcune delle più caratteristiche zone dell’Alta Tuscia.
Tali iniziative non ebbero alcun risultato positivo in termini di reclutamento, ma sicuramente avviarono una serie di incontri che fecero conoscere la qualità della società, le attività svolte e gli obiettivi raggiunti.
La società, nonostante le difficoltà scaturite a seguito della retrocessione in serie B nella stagione 1999/2000, provvide ad assolvere gli obblighi previsti dai regolamenti federali disputando un campionato giovanile ed un Trofeo.
Fu tempo di bilanci per l’Azzurra Orvieto, società che da tempo teneva alto nell’Italia del basket il nome della città del Duomo. Angelo Bondi lasciò, per motivi di lavoro, la panchina dell’Azzurra. La squadra, che disputava il campionato nazionale di serie B, venne affidata al vice Andrea Baleani, giovane coach viterbese con all’attivo già molte significative esperienze sia in campo maschile che femminile. La squadra di quella stagione aveva le carte in regola per puntare in alto e lottare per l’unico posto a disposizione per risalire in A2.
La dirigenza orvietana preferì puntare sul nucleo storico che già si era ben comportato nella precedente stagione confermando quasi tutte le giocatrici, aggiungendo qualche tassello ad un mosaico già in grado di fare un’ottima figura.

Stagione sportiva 2003/2004

2003-2004La squadra fu allenata per il secondo anno consecutivo da Andrea Baleani.
Gli si chiese di far crescere il gruppo di giovani, provare a dare un’impostazione nuova e soprattutto di ripetere la bella stagione appena trascorsa e che aveva riservato alla società la piacevole sorpresa del quarto posto in classifica, dopo aver disputato una interessante fase dei play off.
Non rientrava nei programmi societari una promozione in A2, almeno per la stagione in corso, ma era ovvio che se tutto fosse andato per il verso giusto la dirigenza era pronta a cambiare i programmi.
Certo era che CUS Roma, Santa Marinella, Stelle Marine Ostia ed Umbertide rappresentavano team di tutto rispetto ed assolutamente in grado di conquistare a pieno merito il primo posto di questo campionato.
Il roster della passata stagione fu totalmente confermato; unico nuovo innesto in quella stagione era rappresentato da Giorgia Narcisi, che la vide impegnata anche nel settore giovanile con le “allieve” e nel minibasket.
Per il secondo anno consecutivo, la squadra approdò ai play off, dopo aver concluso la stagione regolare al 5° posto.

Stagione sportiva 2004/2005

2004-2005Nuovo anno, nuova rivoluzione. E questa è stata proprio epocale. Tra le polemiche, Andrea Baleani, non fu confermato capo-allenatore. Si rinunciò anche a Amalfitano, a Caponeri (per motivi di studio), a Narcisi (ora a Sulmona, con la Manhattan) ed a Lucarelli (per cessazione dell’attività). Al loro posto arrivarono Pilloni, Frillici, Zinno, Cavalaglio e Mancinelli, queste ultime due, una guardia e un play, giovani promesse provenienti da Perugia. Fu dato più spazio a Silvia Scoscia, giovane prodotto del vivaio che nella stagione precedente si era ben distinta.
Il nuovo allenatore fu Daniele Precetti, dopo una stagione a Santa Marinella, alla prima vera esperienza sulla panchina di un club ambizioso. La stagione apparve difficile e non certo ricca di successi.
Cambiò anche lo sponsor sulle maglie (Azzurra e Iemmeci restano ancora fedeli sostenitori), per la corrente stagione la società si avvalse come primo sponsor della società Ceprini Costruzioni Orvieto.
La squadra al termine del campionato si classificò al 6° posto e disputò senza infamia e senza lode i play off.

Stagione sportiva 2005/2006

2005-2006La società conferma come allenatore Daniele Precetti; se ne vanno Lucia Cavalaglio (arriva ad Umbertide in A2, ma un serio infortunio la tiene tuttora lontana dal parquet) e Elena Mancinelli (ritorna al Basket Club Perugia). Al loro posto arrivano Carocci, Martone, Iacobucci, Altese e Ciaravino.
Una formazione che è di fatto la stessa dell’anno precedente, con pochi ma mirati aggiustamenti.
Del resto il buon campionato dell’anno prima e soprattutto l’ottimo girone di ritorno meritava senza dubbio una conferma.
E’ una squadra vera, dove il bene comune viene prima del bene della singola e dove il concetto di squadra regna incontrastato...dove studio, sport e sociale vanno tutti insieme...al massimo; dove spesso lo sport è considerato un motivo di distrazione dallo studio...
Per l’Azzurra, la II^ fase della stagione si presenta molto difficile: ha conquistato con merito i play off che conducono alla promozione. La dirigenza è moderatamente soddisfatta per i risultati sportivi conseguiti ma è altrettanto compiaciuta per la lode pubblica di due eventi: il primo, il più importante, è il progetto Città Cardioprotetta, nato ad opera dell’Associazione degli Amici del Cuore di Orvieto per proporre un modello di trattamento dell’arresto cardiaco nel territorio. La Società ha aderito al progetto con grande entusiasmo e i propri dirigenti, tecnici e atlete, dalle più grandi alle più giovani, hanno partecipato al corso tenuto dal gruppo del dottor Lido Zauli. Tutti hanno conseguito la qualifica di laici rianimatori di primo soccorso e la società ha ottenuto così l’invidiabile primato di essere una società sportiva con la totalità degli atleti e dei tecnici esperti in rianimazione cardiopolmonare.
L’altro evento, a cui si fa riferimento, riguarda Silvia e Chiara Volpi che, per esigenze di studio, sono state costrette a lasciare la squadra a tre giornate dalla fine del campionato. Silvia, ha vinto una borsa di studio di sei mesi presso la Università di Washington a Seattle (USA) per seguire studi sulla genetica.
La stagione regolare si è conclusa e la Cestistica Azzurra Orvieto si è classificata al 6° posto.

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